Già dal settembre 1989, a seguito dell'emergenza sul rientro di COSMOS 1900, il Ministro della Protezione Civile richiese a quel tempo all'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) la fornitura di un servizio permanente per il monitoraggio e la previsione di decadimento orbitale di oggetti spaziali onde prevenire impatti sulla terra con danni ambientali.
L'Italia ha dei doveri di legge stabiliti nel trattato internazionale ratificato il 27/1/1967 "Treaty on Principles Governing the Activities of States in the exploration and Use of Outer Space, including the Moon and Other Celestial Bodies". L'intervento dell'ASI nella tematica dei detriti spaziali risponde quindi ad obblighi di legge di natura internazionale sottoscritti dall'Italia.
I detriti naturali (meteoroidi) e artificiali (space debris) sono un'importante componente dello spazio circumterrestre che costituisce un rischio ambientale sempre piu' avvertito in ambito internazionale. In condizioni normali, al di sopra del millimetro, gli space debris dominano nettamente sui meteoroidi che invece prevalgono a dimensioni milli- sub-millimetriche.
Il grande vantaggio della tecnica radar e' quello del controllo delle proprietà di coerenza (modulazione nel tempo ed in frequenza) del segnale radio usato per illuminare il bersaglio (traccia meteorica, space debris). Un sistema radar monostatico consta di una singola antenna che, tramite guide d'onda, può essere collegata al ricevitore o al trasmettitore. In questa configurazione il radar è dotato di una stazione trasmittente posta a Budrio (Bologna), una stazione ricevente dislocata nell’Area dell'Università di Lecce, una seconda presso l’osservatorio astronomico di Modra (Slovacchia), ed una terza posta nel territorio di Campi Salentina (LE).
 Questo nuovo apparato è ospitato presso il “Pozzo di Giacobbe”, poco fuori dall'abitato di Campi Salentina. L’antenna ricevente è simile a quella già installata nel sito del CNR di Lecce, cioè un’antenna Yagi a 5 elementi in polarizzazione orizzontale. L’antenna è posta su un traliccio di alluminio all’altezza di 7 metri (una lunghezza d’onda) dal suolo in modo tale da determinare un’inclinazione di 15° dell’asse del fascio ricevente.
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