Per l’attività di Monitoraggio Atmosferico, l’Osservatorio gestisce 3 Stazioni affidate con Convenzione dalla Provincia di Lecce, per il monitoraggio della qualità dell’aria: a Campi, a Lecce ed a Maglie. Queste stazioni rilevano sia le concentrazioni di sostanze inquinanti (NO, NO2, NOX, CO, O3, PM10, PMT, PM2.5, Benzene, Toluene, Xilene) che i parametri metereologici (Velocità del Vento, Direzione del Vento, Temperatura, Umidità Relativa, Pressione, Irraggiamento, Pioggia).
Per ogni inquinante vi è uno strumento capace di misurarne la concentrazione (campionatore) secondo un metodo di misura indicato dalla legge (D.M. n. 60 del 2 Aprile 2002).
Per la misurazione del Particolato Atmosferico, all’interno della cabina, vi sono i campionatori automatici per il PM10 e per PM2.5 e per il Particolato Totale; essi determinano le concentrazioni in tempo reale (ad esempio, un dato medio ogni ora). Un altro metodo per la misura del PM10 è il “metodo gravimetrico” che prevede una operazione di pesata. Tale metodo è utilizzato quando il prelievo del particolato viene effettuato con i campionatori ad Alto Volume presenti nelle centraline di Monitoraggio.
In particolare, dei filtri utilizzati per questo metodo si fa l’analisi chimica finalizzata alla determinazione di microinquinanti metallici e non metallici nel particolato atmosferico totale e con granulometria inferiore a 10 mm. Il particolato, adsorbendo inquinanti, può essere veicolo di elementi tossici all’interno dell’organismo. Inquinanti adsorbiti molto importanti da studiare sono i “metalli pesanti”. Con questo termine si indicano elementi chimici di massa superiore alla media; Ni, V, Hg, Cd ed As (in realtà l’As ha caratteristiche chimiche di non metallo) sono i più rappresentativi per il rischio ambientale a causa della loro tossicità e della loro ampia distribuzione.
L’analisi chimica per la determinazione di tali elementi viene effettuata da Laboratorio di Chimica per l’Ambiente, diretto dal Prof. Angelo Dell’Atti, presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’università di Lecce.
Tecniche utilizzate per la determinazione dei suddetti elementi inquinanti sono la “spettrofotometria ad assorbimento atomico” e la “spettrometria a plasma ICP”.
La normativa vigente (a parte una proposta da parte della Commissione Europea di una Direttiva, figlia della Direttiva Quadro 96/62/CE, relativa agli Idrocarburi ed ai Metalli) non prevede valori limite per gli altri metalli determinati ma tali dati saranno utili quando anche per questi metalli ci sarà una normativa.
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